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Maria Grazia

  ... e le sue passioni

 

 

Maria Grazia Nannetti è laureata in lettere – indirizzo archeologico- nel 1981 presso l’Università degli studi “ La Sapienza “ di Roma.  Attualmente è docente di lettere presso l’I. C. “Martin Luther King”  di Roma. Coltiva la passione per l’archeologia tardo antica e alto medievale attraverso letture, visite a scavi, mostre e musei. La sua famiglia possiede dal 1972 una casa in campagna nel comune di Zagarolo dove trascorre parte dell’anno e moltissimi fine settimana. E’ sposata con Bruno Brunelli.

Qui di seguito Maria Grazia presenta il suo lavoro "IPOTESI TOPOGRAFICA PER L’INDIVIDUAZIONE DEL TEATRO ROMANO A ZAGAROLO" che è stato pubblicato sul settimanale "La Notizia" di Palestrina il 15 novembre 2008.

Il 15 luglio 2009, a Zagarolo, organizzata dall'associazione culturale "Amici di Zagarolo" si è tenuta la

Conferenza di Maria Grazia sul tema "Ipotesi topografica per l'individuazione di un teatro romano a Zagarolo".

 

Un'altra passione di Grazia sono gli auguri per Pasqua e Natale

 

Click qui per scaricare l'articolo

 

IPOTESI TOPOGRAFICA PER L’INDIVIDUAZIONE DEL TEATRO ROMANO

 A ZAGAROLO 

     * di Maria Grazia Nannetti

 

Il comune di Zagarolo sorge su un corrugamento naturale del suolo fra i  monti Prenestini e i Colli Albani. Il centro abitato si sviluppa interamente su uno sperone tufaceo di forma allungata e il paese presenta una topografia rettangolare che si adatta alla morfologia del terreno.

Il centro storico è stato riorganizzato in età tardo barocca quando i Colonna, allora signori del territorio, decisero di riordinare l’urbanistica del borgo rurale. Di conseguenza tutto il paese si sviluppa su forme architettoniche ben definite. Le piazze sono rettangolari o quadrate, e tutto l’impianto viario risulta stretto e allungato.

 

 

In uno schema così chiaro e pianificato dello sviluppo topografico della città, in cui si trovano riprodotti sempre gli stessi schemi costruttivi, uno sguardo attento nota che un solo elemento contrasta nettamente con il tessuto urbano circostante. In piazza Santa Maria, sul lato ovest, le abitazioni  si sviluppano ad emiciclo.

 

 

Piazza Santa Maria

foto b. brunelli

 

Piazza Santa Maria

Google Maps

 

La piazza di S. Maria, sul lato ovest, risulta dunque completamente innaturale rispetto all’urbanistica del paese, come si spiega tutto ciò?

La planimetria della piazza ricorda nettamente la trasformazione che, in età alto medioevale, hanno subito moltissimi monumenti romani: stadi, teatri, anfiteatri, ecc. Venivano reimpiegate strutture romane a scopo abitativo. L’esempio più vicino a noi è lo stadio di Domiziano, oggi Piazza Navona a Roma; per citare alcuni altri esempi basti pensare al teatro di Marcello e al teatro di Pompeo a Roma, a Piazza dell’Anfiteatro a Lucca, ai teatri di età romana di Teramo, Catania, Trieste, Verona, Benevento e all’anfiteatro di Ancona venuti alla luce negli ultimi anni.

 

Lucca - Piazza dell’Anfiteatro

 

Lucca - Piazza dell’Anfiteatro

Veduta aerea

 

 

Roma – Piazza Navona

Google Maps

 

Approfondimento sui casi di abitazioni costruite su teatri romani

SEPINO

ALTRI CASI

Quanto osservato, porta ad ipotizzare che in piazza Santa Maria fosse ubicato un teatro o un odeon di età romana. Molti sono gli indizi che supportano questa teoria:

 

  • Il comune conserva numerosissime testimonianze archeologiche inglobate nei palazzi, nelle strade, nelle piazze o nel territorio comunale (statue, colonne, epigrafi, fontane, maschere teatrali, il tondo ecc..) e numerose sono le fonti letterarie che attestano l’importanza di Zagarolo in età romana.

 

Stele funeraria - p.zza Indipendenza

foto b. brunelli 

 

 

Sirena bicaudata - p.zza G.Marconi

foto b. brunelli 

 

Colonna romana - p.zza Indipendenza

foto b. brunelli 

 

Sarcofago strigilato ed epigrafe -p.zza Indipendenza

foto b. brunelli

 

  • Alle spalle delle case di Piazza Santa Maria, si osserva una massicciata, in opera cementizia di malta e tufo, di forma semicircolare come a sostegno di una sostruzione architettonica sicuramente  antica contraffortata al centro ancora più evidente nel quadro di Reder del XVII sec.

 

Retro di piazza Santa Maria

foto b. brunelli

 

Quadro di J. Reder – Metà del XVIII secolo - Palazzo Braschi

 

  Vedi anche il teatro romano di Falerone

Falerone, Ascoli Piceno- Teatro romano

 

  • I due vicoli più vicini alla piazza sembrerebbero corrispondere a due fornici di accesso alla cavea ed il più prossimo viene ancora chiamato “Vicolo Oscuro”. A Roma la via prossima al teatro di Balbo prende il nome di via delle Botteghe Oscure. L’altro è chiamato “vicolo Creonte”. Creonte uno dei personaggi principali della tragedia greca Antigone di Sofocle.

 

          

Due viste del Vicolo Oscuro

foto b. brunelli

 

 

  • Nell’arco trionfale vicino a Palazzo Rospigliosi sono inglobate maschere teatrali che qualcuno ipotizza siano materiale di recupero proveniente dal teatro di Marcello di Roma. La datazione sembrerebbe coeva ma, la fattura e la logica farebbe supporre che siano state trovate in situ.

 

 

 

Maschere teatrali sull’Arco Rospigliosi

foto b. brunelli

 

  • La fontana collocata in epoca tardo barocca sulla piazza di Santa Maria è praticamente identica (come sostengono tutte le pubblicazioni storico-artistiche) alle fontane di piazza Farnese a Roma rinvenute nei pressi del teatro di Pompeo. Vedi Immagine dall'alto

 

Fontana con vasca romana  in piazza Santa Maria

foto b. brunelli

 

Fontana con vasca romana  in piazza Farnese a Roma

foto b. brunelli

 

 

  • La pianta di piazza Santa Maria è perfettamente sovrapponibile, in scala, con l’area del Teatro di Pompeo a Roma compreso il contrafforte posteriore a sostegno della cavea, ben visibile nel quadro di Reder. Vedi Immagine dall'alto

 

Teatro di Pompeo - ricostruzione

 

 

 

    

Teatro di Pompeo e Piazza Santa Maria a confronto. Vedi Immagine dall'alto

 
  • Sul lato sud della piazza si eleva la chiesa con l'attiguo Convento di Santa Maria, costruiti per volontà del Cardinale Giovanni Colonna, Vescovo di Sabina nel 1200 in sostituzione di un romitorio. Anche in questo complesso, come in altri a Zagarolo, sono presenti vari reperti di epoca romana. il Portico è sostenuto da quattro colonne di cui due romane e nel chiostro sono presenti capitelli e parti di architrave.

 

Santa Maria delle Grazie vista dalla piazza

foto b. brunelli

 

Santa Maria delle Grazie  - portico con colonne romane

foto b. brunelli

 

La chiesa, che sorge ad una notevole altezza rispetto al contesto della piazza, potrebbe essere stata edificata sul basamento di un precedente edificio romano: forse un tempio, un grande edificio pubblico o una villa. Analizzando il già citato quadro di Reder, possiamo notare come la struttura ad emiciclo e il vicino convento sono, più evidentemente di adesso, parte di uno stesso complesso.  

Le ipotesi esposte dovrebbero essere confermate da saggi di scavo della piazza e di tutta l’area del convento, dallo studio delle mappe catastali, dei documenti in possesso del convento e dall’analisi delle cantine delle case presenti nella piazza.

 

Roma, 16 ottobre 2008

 

* Maria Grazia Nannetti è laureata in lettere – indirizzo archeologico- nel 1981 presso l’Università degli studi “ La Sapienza “ di Roma.  Attualmente è docente di lettere presso l’I. C. “Martin Luther King”  di Roma. Coltiva la passione per l’archeologia tardo antica e alto medievale attraverso letture, visite a scavi, mostre e musei. La sua famiglia possiede dal 1972 una casa in campagna nel comune di Zagarolo dove trascorre parte dell’anno e moltissimi fine settimana. E’ sposata con Bruno Brunelli, appassionato di musica, arte e fotografia.

Maria Grazia e Bruno Brunelli hanno dato vita, nel 2004, all’associazione Onlus “ Il Veliero” che si occupa di organizzare manifestazioni musicali e culturali a scopo benefico: www.ilveliero.net

 

   Realizzato da Bruno Brunelli utilizzando testi e immagini di proprietà dell'associazione  "Il Veliero -  Onlus"